| Cronache del secondo appuntamento del Caffè filosofico |
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| martedì 21 aprile 2009 | |
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La discussione è stata aperta con il componimento di Aurelio Massidda, Aprimi, sorella mia, amica mia, riflessioni poetiche sul Cantico dei Cantici 5,2. In un riuscito duetto tra i due amanti il Poeta mette in luce le sfumature emotive ed emozionali che il sentimento amoroso suscita nell’Uomo e nella Donna; ma, particolarmente, è messa in luce la duplice natura di Amore, che viene trovato solo quando si cerca e viene svelato solo quando lo si ri-conosce nel silenzio e nell’ascolto interiore, dopo aver percorso esperienze di solitudine e abbandono, dopo aver percorso “basiliche d’incenso e baracche puzzolenti”, dopo aver lasciato “le calde vesti della mia pelle per mettere in cammino la mia nudità”.
Amore e Morte scandiscono il cammino della conoscenza fin dagli albori del pensiero filosofico, dai presocratici, quando con Empedocle Amore e Odio sono stati identificati con le forze cosmiche che determinano l’armonia del Cosmo e della Natura.
Al termine della conversazione, che è durata oltre due ore, è stato letto il componimento poetico di Michele Tortorici, Come ogni giorno (da: Michele Tortorici, La mente irretita, Manni 2008, p. 33). |
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| Ultimo aggiornamento ( lunedì 11 maggio 2009 ) |



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