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Dove va la Scienza?
Domenica 10 maggio 2009 si è svolto il secondo incontro del Caffé filosofico di Ferentino. Gli intervenuti si sono riuniti nell’antico Caffé di Italo Pompeo in Piazza Matteotti per discutere sul tema: Dove va la Scienza?
La discussione è stata aperta dalla lettura delle risultanze dell’incontro aretino del 6 maggio. Nel Caffé dei Costanti gli amici del Caffé filosofico di Arezzo si erano riuniti per discutere lo stesso tema, arrivando alle seguenti conclusioni:
“Durante l'ultimo caffé filosofico si è discusso dei numerosi casi storici di "outsider" che hanno costretto le comunità scientifiche a rivedere i loro paradigmi, con ciò hanno realizzato "rivoluzioni scientifiche". Altri invece, nel loro contrasto col paradigma scientifico vigente, sono rimasti al limite del ciarlatanismo o della magia naturale, predicando la fondatezza di prassi quali il mesmerismo, la rabdomanzia, l'astrologia.
Il Dott. Giuliani, il tecnico non ancora laureato, al di fuori di quanto riconosciuto dalla comunità dei geologi, ha sostenuto di aver predetto il terremoto abruzzese attraverso l'interpretazione dei dati forniti da appositi rivelatori del gas radioattivo Radon.
Nel dibattito che si è generato tra le molte persone convenute se le affermazioni di Giuliani potessero essere ritenute "scientifiche", è emersa la consapevolezza dell'utilità, per il progresso scientifico, di ricercatori che "scuotano" il paradigma scientifico vigente, in quanto sempre capaci di promuovere lo sviluppo della ricerca in direzioni non pensate e non previste fino a quel momento, le quali, talora, possono portare a notevoli acquisizioni e mutamenti di paradigmi scientifici”.
Il gruppo ferentinate ha, quindi, discusso sul significato della parola “scienza”. In particolare i convenuti hanno insistito sulla necessità di distinguere tra “scienza” e “tecnologia”, perché tra scienza e tecnologia intercorrono molte differenze: la prima è più significativa è che la “scienza” è conoscenza e, pertanto, nella sua realtà in sé e nella sua finalità è da ritenersi “bene”, perché la conoscenza è bene e ci fa progredire. La “tecnologia” è strumentazione e in quanto tale è posta al servizio della ricerca scientifica, è pensata al fine di facilitare la ricerca, ma non di sostituirsi alla scienza nella ricerca della verità. La tecnologia può generare comportamenti e finalità opportunistiche, che se non fondate su convinte basi teoriche, possono persino distorcere il fine principale della scienza e asservirlo alle mode o agli interessi momentanei o, addirittura, a finalità
brutalmente materialistiche o edonistiche.
Scienza è quanto pensava Galileo Galilei: un’attività dell’Uomo basata su sensate esperienze e matematiche dimostrazioni: “esperienze” ossia esperimenti dotati di senso e significato e “dimostrazioni” oggettive ossia compiutamente misurabili e universalmente riconoscibili e accettabili. Ciò non toglie la possibilità della replica dell’esperimento e della riproducibilità anche al fine di sottoporlo a continue indagini e verifiche.
La scienza, come sosteneva Newton, è come l’oceano e lo scienziato il pescatore: per quanto sia fitta la rete che il pescatore getta nell’acqua, sempre sfuggiranno a questa rete moltissimi eventi e fenomeni. Quindi l’atteggiamento dello scienziato ed anche di coloro che si rendono consapevoli delle risultanze scientifiche deve essere sempre coerente con l’atteggiamento della grande umiltà e reverenza, sole virtù che convengono davanti al “mistero” della realtà e della conoscenza.
Se scienza è scienza di fenomeni e di oggetti, l’esigenza kantiana di avere ideali regolativi dell’azione conoscitiva non cessa di avere la sua attualità e la sua validità.
Naturalmente i convenuti hanno discusso sulle varie posizioni contrapposte di pensiero: determinismo e probabilismo, meccanicismo e organicismo, principio di necessità e contingenza.
Era presente nel Caffé un geologo, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, e di conseguenza tutta la discussione è stata applicata all’analisi di quanto successo in Abruzzo in conseguenza del terribile sima del 6 aprile scorso. La forza della Natura non sarà mai assoggettata dalla conoscenza scientifica e specialmente per quanto attiene alla dinamica dei terremoti. Di questi si può individuare statisticamente e geologicamente il luogo della loro eventuale manifestazione ed anche il grado della loro energia distruttiva, ma non si potrà, allo stato attuale, individuare con precisione predittiva il giorno e l’ora della loro manifestazione. Più che di “predizione” del terremoto si deve parlare in termini di conoscenza dei rischi e di prevenzione.
L’incontro si è animato particolarmente quando il discorso si è incentrato sui rapporti tra scienza ed etica: è stato preso come testo di riferimento il componimento di Pablo Neruda, Ode all’atomo, che si riporta in allegato.
Il prossimo incontro del Caffé filosofico di Ferentino si terrà il 7 giugno p. v. ed avrà come argomento di discussione : L’Uomo di fronte alla Politica.
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